Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

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Questa storia potrebbe quasi sembrare finta.

Sono stata in centro con mio fratello, oggi. Mentre ci trascinavamo per via Bovara mi accorgo che c’è il mercatino dei libri e decido di entrare a cercare qualcosa per mia nonna che legge talmente tanto da pesare sul bilancio di tre diverse famiglie.
(L’opzione “prendere libri in prestito” non è contemplata. I libri sono suoi e non si discute)
Cosi entro. 6 libri per 5 euro. Ottimo.
Cerchiamo tra gli scaffali e i tavoli, voltiamo copertine e volumi.
Trovo un libro che avevo “paso doble” di Giuseppe Culicchia. È sicuramente il mio libro. Lo lasciai alla biblioteca insieme a molti altri che avevo a casa dei miei. Apro, cercando l’ex libris che apponevo ai miei libri (ciao nonna, grazie per la possessività che mi hai geneticamente passato). Non  c’è, boh, forse, allora, non è il mio.
Giro e trovo, faticosamente,  quattro gialli/thriller che sono sempre una certezza.
Mi capita sottomano “tutti giù per terra” sempre di Culicchia e so che l’avevo comprato con “paso”. Sono collegati, se non sbaglio.
Lo apro. Niente ex libris, ma noto qualcosa di rigido appena dopo la copertina.
Inizio a ridere sottovoce, sono pur sempre in una biblioteca, e mio fratello si avvicina.
Commenta una cosa tipo “sei un’imbranata” e un po’, un bel po’, mi ci sento.

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Due foto. La I A l’ultimo giorno di scuola e la II A i primi giorni dell’anno scolastico.   ITC Parini, anno 96, o giù di li. La mia classe. Una delle tante che ho avuto. So i nomi di tutti e poi basta.
Non so nulla di loro, né se siano su Facebook  (non li ho mai cercati,  non tutti, almeno, e solo una di queste persone è stata mia amica online). Qualcuno se lo incontro e lo riconosco lo saluto. Altri sono davvero vaporizzati.
Non ho rapporti con i miei ex compagni di scuola, ma mi è dispiaciuto scoprire di aver abbandonato le nostre foto dentro un libro che ho mollato alla biblioteca. Probabilmente sono stati li dentro da quando ho letto il romanzo, fino a oggi.
Sarebbe stato carino se uno di loro avesse trovato le foto nel libro, ci ho anche pensato, per un attimo, ma ho preferito riportarle a casa.
Un po’mi sono vergognata di aver abbandonato quelle foto, ma poi ci ho messo un bel chissenefrega sopra e ho completato l’acquisto per la nonna.
I due di Culicchia sono ancora li, se avete un adolescente a cui piace leggere sono una cosa carina da regalargli.

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L’amore

Ci sono amori che a  volte sfuggono, sembrano spariti dalla nostra vita, poi d’improvviso riappaiono.
Basta un incontro casuale, uno sguardo lanciato, una risata strappata e il cuore riprende a battere.
Negli ultimi anni ho lasciato da parte un grande amore. La passione sembrava essersi acquietata, mi crogiolavo nei ricordi e in ciò che era stato.
Poi è tornato e sembra che non sia passato un secondo dall’ultimo incontro.
I libri.
Leggere.
Perdersi nelle pagine.
Riporli nella libreria con un sospiro d’addio.
Dall’inizio dell’anno ho letto tredici libri. Sono pochi, rispetto a quanti ne leggevo nello stesso tempo anni fa, ma sono tantissimi se penso a come è stato il mio rapporto con la lettura da quando è nato Polpetta.
Le mamme lettrici fanno sì con la testa, lo sanno che per un bel po’ le priorità sono altre e il cervello deve adattarsi ai nuovi ritmi.
Ho ripreso piano piano, poi ho avuto un’esplosione, una botta di vita.
Complice anche l’apertura della Libreria Volante.
Quando a giugno ho visto che stava riaprendo una libreria indipendente in centro ho scosso la testa pensando: non sanno che follia stanno facendo. Poi la curiosità mi ha fatto varcare la soglia e ho cominciato a comprare nuovi libri e a leggerli e a voler leggere sempre di più.
Mi sono innamorata di nuovo. Dei libri, delle storie, della pace che provo leggendo e dei librai.
Si anche dei librai.
So che state pensando: “saranno due bononi mori e sexy”.
No. Sono una coppia di adorabili folli. Si amano e amano i libri. E sanno farsi amare.
Cosi mi sono trovata ancora a leggere e a partecipare a qualcosa di bello.
Una sera ho perfino letto ad alta voce davanti a un pubblico brani della migliore letteratura erotica mondiale.
Non mi era mai capitato.
E adesso ho appena chiuso l’ultimo libro acquistato.
Domani tornerò a cercare qualcosa di nuovo da leggere.
Berrò un caffè con Serena, la libraia, e mi farò consigliare qualcosa di bello.
È anche grazie a loro che mi è tornata la passione, che ho recuperato il gusto. Ho ritrovato un grande amore, non posso farlo fuggire ancora.

Per chi volesse conoscerla qui trovate il link http://www.lalibreriavolante.it

Incontrare scrittori famosi

gli scrittori non sono come i cantanti, non è detto che li riconosci se li incontri per strada e penso si muovano piuttosto liberamente tra la gente.

stamattina stavo andando al lavoro e da lontano ho visto un tizio che mi sembrava Alessandro Baricco. per un attimo ho pensato davvero fosse lui.

voi non potete capire. io avevo sedici anni e leggevo Castelli di Rabbia e mi piaceva così tanto.

il tizio ovviamente non era Baricco. era solo un tizio.

ma se lo incontrassi?

1. Incontrando Alessandro Baricco

mi avvcinerei, forse, con l’umana convinzione che, sì, mi parlerebbe, chissà, magari cullato dal pensiero remoto che la mia presenza, qui nella mia persona, sia importante. anche se piccola, come gemma adamantina che brilla in un’antica corona. se si potesse, credetemi, incontrarsi davvero potrei dirglielo che le sue parole il suo sguardo il suo accento – tutti insieme, capite? tutti insieme – hanno preso me stessa, la me stessa dei miei sedici anni – solo sedici anni, cazzo – e l’hanno rapita in un vortice di parole che la trascina ancora oggi. come l’acqua di un fiume che non puoi fermarlo, no davvero, e si tuffa in una cascata. semplicemente, così. voilà.

 

2. Incontrando Roberto Saviano.

lasciando perdere la faccenda della scorta e dei casini vari con riconoscimenti e tutto il resto. lo guarderei fisso, dritto negli occhi e gli direi:

“ora io e te ci andiamo a mangiare una pizza”

“eh, ma lo sai che le pizzerie sono in mano alla ‘ndrangheta. e ppoi la pizza cumm’a nnapule…”

“ok, che ne dici di un pub? una birretta?”

“potrebbe andare bene, anche se mi ricorda che una volta i cartelli messicani della coca hanno usato un pub per…”

“va bene, niente pub. ci vediamo un film?”

“casa produttrice?”

“medusa”

“eh…berlusconi”

“ah cazzo. una cena a casa di amici? una serata in balera? cazzo Bobbo due risate due?”

“ehh il liscio è in mano alle cosche”

“pure il liscio?”

“spè Bobbo, fammi spazio sul divano. ho addosso una strana depressione”

 

3. Incontrando Stefano Benni

io: “Maestro!”

lui “non ti conosco, ma mi ricordi la volpe Furbina che veniva a farmi visita nella casa del vecchio Zanforlino quando stavo tra Roccafratta e Molllinello paesi della bassat toscoemilianaligure che di certo conoscerai! nel paese c’era la fornaia che scriveva poesie sulla bellezza del pane. una faceva: “pane pane sei buono e profumato, son contenta e ti ho mangiato.” bella la fornaia. Angiolina si chiamava e si accompagnava a un certo Busetto un ragazzone che guidava una motocarrozzella e da solo avrebbe sollevato una cinquecento. una volta lo fece, alla fiera del paese, mentre i cinni gli urlavano “forza Busetto” e lui guardava l’Angiolina e le diceva “solo per te amore” e sollevava la cinquecento sulla testa e gli anziani dicevano che era quasi morto, ma alla fine dicevano che erano vissuti abbastanza per vedere una cosa del genere e poi morivano loro. nelle notti al paesello si sentivano gli animali cantare e il capo coro era proprio la volpe  Furbina che…”

 

io: me ne sono già andata  da un pezzo

 

 

continua domani con: Danielle Steel, Melissa P e Stephen King.

e voi chi vorreste incontrare?

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