Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Archivi per il mese di “giugno, 2017”

Lettera all’asilo di mio figlio

Caro asilo,

O scuola dell’infanzia, come è giusto chiamarti.

Avrei voluto scriverti questa lettera gli ultimi giorni dell’ultimo anno scolastico, ma ho imparato che le cose belle vanno dette subito.

Volevo dirti grazie perché il mio bimbo sta crescendo sereno e felice anche grazie a te (sì, sei un involucro che racchiude tutto. Dicendo “asilo” intendo tutte le persone che ne fanno parte, le loro idee, le loro capacità. Chiusa parentesi). Papà ed io affidiamo il nostro figlio maggiore ogni giorno a te e torna a casa stanco, felice, con le mani impiastricciate. Un nano ogni giorno più grande.

Nelle ore che passa lì, molte più di quelle che passa con noi, purtroppo, cresce, si confronta, vive avventure.

Grazie alle tue maestre che sanno trovare i modi migliori per riempire le sue giornate, il suo cervello e il suo cuore.

Grazie alle cuoche che ogni giorno preparano cibo sano e gustoso (dannate cuoche, ogni volta dice “è più buono quello dell’asilo”. Insegnatemi a cucinare!)

Grazie a chi pulisce. Ogni giorno nostro figlio vive un ambiente sano anche da quel punto di vista (non garantisco per casa, soprattutto certi giorni in cui lascio un po’ tutto allo sbando).

Penso non sia facile gestire un asilo. Ci sono tante piccole persone da crescere, da far crescere bene. E ci sono spese da affrontare, progetti da seguire, conti da far quadrare.

A me piacciono le cose che si possono vedere e toccare. In questo ultimo anno, caro asilo, sei migliorato esteticamente e molte cose sono state fatte (so che se ne faranno ancora). Sì, lo so che gran parte del lavoro l’ha fatto il presidente che, nonostante sia caotico, chiacchierone, e “faccio tutto io” sta dando una bella svegliata a tutto quanto.

Grazie perché fai crescere anche me, mi permetti di conoscere nuove persone, di scoprire genitori che, come noi, non vogliono altro che i loro bambini siano felici.

Non faccio la maestra di lavoro, non so nemmeno colorare senza uscire dai bordi, non so come si possa organizzare un posto con cento teste, cento idee tutte diverse.

Forse qualcuno non ne è felice, forse qualcuno pensa “io farei così”. A volte ho pensato anche io “si potrebbe fare…” Ma io sono una mamma. Aiuto dove posso. Cerco di contribuire attivamente aiutando nelle feste, raccontando agli amici che cercano un asilo per i loro bambini quanto sia bello l’asilo Antonio Nava. Dal nido alla materna.

Certo, nessuno è perfetto, ma è normale. Chi di noi fa tutto alla perfezione? Io no. E penso nemmeno voi.

So che mio figlio è felice. Se non lo fosse non lo terrei lì. Ma anche se non lo fossi io. Perché è la sua serenità che mi fa da termometro.

Ed è la mia fiducia che me lo fa lasciare serenamente ogni giorno.

Se non ci fosse, se anche solo un aspetto (maestre, didattica, cibo…) Non mi convincesse me ne andrei.

E spero continui così, perché so che hai rischiato di chiudere e sarebbe stata una grande perdita.

Scusa se ti ho tediato. Adesso torno alle mie faccende.

Ho scritto 500 parole e forse bastava dire: grazie

Annunci

la stella

sabato sera, balcone di casa.

sulle sedie di legno due bambini, non hanno ancora cinque anni.

sono già in pigiama e hanno i piedi nudi – li fanno penzolare  –

il più piccolo dice all’amico:

“vedi quella stella lassù? quella che brilla? è la mia nonna bis”

“anche la mia nonna bis è una stella!”

“ma come fanno le nonne a diventare stelle?”

“io lo so! le sparano con il cannone”

“sì, fanno bum e vanno nel cielo!”

silenzio contemplativo di entrambi, adesso è il più grande a parlare

“e se invece…e se invece c’è un lupo che le mangia?”

“si! e la pancia del lupo diventa grande…”

l’agitazione sale, fanno grandi gesti con le braccia

“e poi esplode!”

“e lancia la nonna nel cielo che diventa una stella!”

“sì, deve essere così che le nonne bis diventano stelle”

“già”.

 

Navigazione articolo