Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Archivi per il mese di “settembre, 2015”

Questa storia potrebbe quasi sembrare finta.

Sono stata in centro con mio fratello, oggi. Mentre ci trascinavamo per via Bovara mi accorgo che c’è il mercatino dei libri e decido di entrare a cercare qualcosa per mia nonna che legge talmente tanto da pesare sul bilancio di tre diverse famiglie.
(L’opzione “prendere libri in prestito” non è contemplata. I libri sono suoi e non si discute)
Cosi entro. 6 libri per 5 euro. Ottimo.
Cerchiamo tra gli scaffali e i tavoli, voltiamo copertine e volumi.
Trovo un libro che avevo “paso doble” di Giuseppe Culicchia. È sicuramente il mio libro. Lo lasciai alla biblioteca insieme a molti altri che avevo a casa dei miei. Apro, cercando l’ex libris che apponevo ai miei libri (ciao nonna, grazie per la possessività che mi hai geneticamente passato). Non  c’è, boh, forse, allora, non è il mio.
Giro e trovo, faticosamente,  quattro gialli/thriller che sono sempre una certezza.
Mi capita sottomano “tutti giù per terra” sempre di Culicchia e so che l’avevo comprato con “paso”. Sono collegati, se non sbaglio.
Lo apro. Niente ex libris, ma noto qualcosa di rigido appena dopo la copertina.
Inizio a ridere sottovoce, sono pur sempre in una biblioteca, e mio fratello si avvicina.
Commenta una cosa tipo “sei un’imbranata” e un po’, un bel po’, mi ci sento.

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Due foto. La I A l’ultimo giorno di scuola e la II A i primi giorni dell’anno scolastico.   ITC Parini, anno 96, o giù di li. La mia classe. Una delle tante che ho avuto. So i nomi di tutti e poi basta.
Non so nulla di loro, né se siano su Facebook  (non li ho mai cercati,  non tutti, almeno, e solo una di queste persone è stata mia amica online). Qualcuno se lo incontro e lo riconosco lo saluto. Altri sono davvero vaporizzati.
Non ho rapporti con i miei ex compagni di scuola, ma mi è dispiaciuto scoprire di aver abbandonato le nostre foto dentro un libro che ho mollato alla biblioteca. Probabilmente sono stati li dentro da quando ho letto il romanzo, fino a oggi.
Sarebbe stato carino se uno di loro avesse trovato le foto nel libro, ci ho anche pensato, per un attimo, ma ho preferito riportarle a casa.
Un po’mi sono vergognata di aver abbandonato quelle foto, ma poi ci ho messo un bel chissenefrega sopra e ho completato l’acquisto per la nonna.
I due di Culicchia sono ancora li, se avete un adolescente a cui piace leggere sono una cosa carina da regalargli.

un ultimo sguardo all’appartamento

un paio di mesi fa pubblicavo questa cosa pensando che da lì a poche ore avrei chiuso definitivamente una casa che avrei dovuto vendere – non la mia, tranquilli – e proprio nelle ore in cui pensavo come commemorare l’addio ho dovuto rimandare l’atto di vendita.

la rabbia e la frustrazione hanno riempito lo spazio dei sentimenti che avevo lasciato per la commozione e la commemorazione e per un po’ di giorni hanno spadroneggiato minando la mia psiche e quella altrui.

i problemi pratici che mi sono trovata ad affrontare poi si sono risolti e alla fin fine ieri ho chiuso la casa e la cosa.

chiavi in cambio di soldi.

no, non ero felice e gli ultimi istanti in quella casa non sono stati quelli che credevo – sì, le cose non vanno mai come uno se le era immaginate – perchè non ho avuto il tempo e la testa per alzare un’ultima volta lo sguardo e salutare tutto, come avrei voluto.

però non è detto che siano gli ultimi i momenti che dicono addio.

c’era l’addio quando ho svuotato la fioriera da tutte quelle infami palline di pietra e mentre con mio fratello recuperavamo quelle rotolate nel salotto.

c’era quando mi sono seduta con l’Elisa sul balcone ad aspettare.

o quando una squadra di persone sconosciute ha smontato tutti i mobili.

anche nella rapidità dei gesti di Lore che mi aiuta a liberare gli scaffali facendomi sentire il suo appoggio costante.

c’era addio nelle volte che sono entrata ed era tutto buio e mi aggiravo per le stanze a tentoni.

e quando abbiamo mangiato nel box su un tavolino da campeggio accerchiati da frigoriferi.

c’è stato ieri quando, appena dopo aver detto a Polpetta di stare fermo dov’era, ho alzato la tapparella e voltandomi l’ho visto farmi cucù da dietro la colonna e quando mi sono concessa di canticchiare “lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove” e lui ha riso e ha detto “nzone” (“canzone” nel gergo polpettoso).

e c’è nelle foto che ho conservato e negli oggetti stipati nella mia cantina.

le cerimonie non fanno per me, le firme sugli atti chiudono solo dei capitoli – o ne aprono altri – ma non sono la vera e propria fine. la fine comincia prima e quando si sa che si deve salutare qualcosa o qualcuno la fine è un lungo processo.

L’amore

Ci sono amori che a  volte sfuggono, sembrano spariti dalla nostra vita, poi d’improvviso riappaiono.
Basta un incontro casuale, uno sguardo lanciato, una risata strappata e il cuore riprende a battere.
Negli ultimi anni ho lasciato da parte un grande amore. La passione sembrava essersi acquietata, mi crogiolavo nei ricordi e in ciò che era stato.
Poi è tornato e sembra che non sia passato un secondo dall’ultimo incontro.
I libri.
Leggere.
Perdersi nelle pagine.
Riporli nella libreria con un sospiro d’addio.
Dall’inizio dell’anno ho letto tredici libri. Sono pochi, rispetto a quanti ne leggevo nello stesso tempo anni fa, ma sono tantissimi se penso a come è stato il mio rapporto con la lettura da quando è nato Polpetta.
Le mamme lettrici fanno sì con la testa, lo sanno che per un bel po’ le priorità sono altre e il cervello deve adattarsi ai nuovi ritmi.
Ho ripreso piano piano, poi ho avuto un’esplosione, una botta di vita.
Complice anche l’apertura della Libreria Volante.
Quando a giugno ho visto che stava riaprendo una libreria indipendente in centro ho scosso la testa pensando: non sanno che follia stanno facendo. Poi la curiosità mi ha fatto varcare la soglia e ho cominciato a comprare nuovi libri e a leggerli e a voler leggere sempre di più.
Mi sono innamorata di nuovo. Dei libri, delle storie, della pace che provo leggendo e dei librai.
Si anche dei librai.
So che state pensando: “saranno due bononi mori e sexy”.
No. Sono una coppia di adorabili folli. Si amano e amano i libri. E sanno farsi amare.
Cosi mi sono trovata ancora a leggere e a partecipare a qualcosa di bello.
Una sera ho perfino letto ad alta voce davanti a un pubblico brani della migliore letteratura erotica mondiale.
Non mi era mai capitato.
E adesso ho appena chiuso l’ultimo libro acquistato.
Domani tornerò a cercare qualcosa di nuovo da leggere.
Berrò un caffè con Serena, la libraia, e mi farò consigliare qualcosa di bello.
È anche grazie a loro che mi è tornata la passione, che ho recuperato il gusto. Ho ritrovato un grande amore, non posso farlo fuggire ancora.

Per chi volesse conoscerla qui trovate il link http://www.lalibreriavolante.it

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