Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Archivi per il mese di “aprile, 2014”

Il paradiso degli orchi – il film

La prima volta che ho letto il paradiso degli orchi, si letto, era un libro, in origine (daniel pennac, feltrinelli, lo dico per voi giovani lettori del mio blog che non avete idea che esista altro da leggere se non le mie sacre pagine web, andate, c’è un mondo là fuori), ricordo di aver fatto molta fatica a entrare nella storia.  Ero una giovane lettrice inesperta, non ancora uscita dal guscio dei libri per fanciulle…e stephen king, ma è un’altra storia.
Dicevo.
Ho faticato a districarmi tra i personaggi,  tra i nomi francesi, i soprannomi e le fantasie di Benjamin. Ho faticato le prime venti pagine, poi mi si è aperto un mondo bellissimo e colorato, pieno di gente da immaginare. E poi parigi, che non avevo mai visto, senza la tour eiffel, ma con un quartiere e un cimitero dove passeggiare.

Quando sono stata a parigi le ragazze francesi che erano con noi hanno detto “Belleville? No no. ” con aria spaventata manco fosse il bronx alle due di notte. E il pere lachaise l ho visto correndo perché le signorine mi hanno fatto pereder tempo a commemorare jim morrison.si vede che mi stavano antipatiche?

Comunque,  tiriamo avanti.

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Attività onirica con smartphone

stanotte ho sognato una marea di gente che conosco, o che conoscevo. sparsa in molti sogni perchè mi sarò svegliata e addormentata cento volte.

ricordo chiaramente di aver sognato il tizio dell’assistenza del programma che uso al lavoro. è vero che lo chiamo spesso perchè abbiamo un po’ di problemi, ma sognare di essere felice perchè il nostro ufficio era appena sotto il suo mi pare eccessivo.

però, vuoi mettere la comodità di urlare il suo nome e farlo arrivare a sistemare il pc? quando mi sono svegliata un po’ mi dispiaceva.

per un po’ mi è rimasta la sensazione di avergli telefonato e di avergli parlato davvero e ho controllato il cellulare per essere certa di non averlo fatto.

ho letto in giro che c’è molta gente che scrive sms nel sonno, non fatico a crederlo. una volta è successo pure a me. il testo era più o meno

 

coai sgndddgg nirtd oggi etataf kkhkhgk 🙂 🙂 :-O àpaàlsajg notte bacoi gvnn pustufatrunt \\!!! @#@@ 🙂

fortuna che l’ho inviato al marito e non al professore dell’università che mi seguiva per la tesi. perchè nella mia testa era per lui il messaggio.

e quante volte mi sono addormentata con il cellulare in mano e quante altre l’ho recuperato tra le coperte perchè suonava la sveglia e io sentivo una musica lontana lontana.

detto questo non smetterò di tenerlo vicino. sì, lo so che state per dire che la salute, il cervello che non stacca, la qualità del sonno…bla bla bla.

ve lo scrivo solo perchè sappiate che c’è il rischio di trovare al vostro risveglio un messaggio assurdo o una chiamata persa. siatene felici, vi sto sognando.

 

L’uomo del bar

tutte le mattine, sulla strada che faccio per andare al lavoro, passo davanti a un bar.

il bar è stato chiuso per un po’ di mesi e da un paio di settimane ha riaperto, con una nuova gestione.

io non so cosa spinga uno ad aprire un bar, su una strada dove ce ne è un altro a venti metri, in una zona in cui la gente passa, ma più che altro per correre in stazione. non lo so, la motivazione mi sfugge. davvero.

direte voi: beh uno deve rischiare, deve lanciarsi, piuttosto che deprimersi a casa di disoccupazione e crisi economica globale. giustissimo.

passo davanti al bar in un orario che è troppo tardi per la colazione e troppo presto per la pausa caffè di metà mattina. e ci ripasso quando torno dal lavoro, verso le due. quindi tardi per il post pranzo e presto per la pausa caffè di metà pomeriggio. sono orari infelici, me ne rendo conto, ma vi giuro che non mi capacito.

l’uomo del bar, il nuovo proprietario, sta sulla soglia e guarda lontano, sempre, ogni volta che passo. lui osserva la gente che affannata va verso la stazione, o le signore che passeggiano e il caffè lo andranno a bere in centro, o l’hanno appena bevuto sotto i tigli del viale, tiene gli occhi fissi e si vede che cerca di vedere sempre più distante.

l’uomo del bar ogni giorno aspetta i clienti, almeno, lo fa quando passo io.

mi fa tenerezza e domattina, mi sa, che andrò a bere il caffè da lui.

che sia una strategia di marketing?

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