Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Archivi per il mese di “novembre, 2013”

Considerazione

Avevo un innamorato che mi dedicava Cara di Lucio Dalla.  Un altro che sapeva  tutta Roxanne dei Police. Uno che sotto alla  mia finestra cantava – ubriaco – Redemption Song.
Penso alle dediche ricevute e fatte. Penso che  “c’è un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento” sia un modo preciso di spiegare a una ragazza tante cose -andavano solo capite- e penso a l’amore e alla cura che quella canzone e le altre si portano dietro.

E poi penso che adesso le ragazze ricevono come dedica UnaCanzoneQualsiasi (non  i viene in  mente manco u  titolo, scusate) dei Moda e mi viene un coccolone.

Ragazze oggi vi dedico io una canzone

Buon ascolto

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Quella cosa dell’innamorarsi

Finirà mai quella  cosa dell’innamorarsi? 
Non di amare, quella non si spegne e sopravvive a gioie dolori assenze e presenze. Dico proprio l’innamorarsi.
Quei crush che ti prendono. Che un mattino guardi tuo marito e c’hai il batticuore e il sorriso scemo. O incroci lo sguardo di un passante e speri di incontrarlo ancora, come alle superiori aspettavi l’intervallo per rivedere il figo di turno.
Quella roba che ti fa ascoltare canzoni smielate e dire stupidate.
La cotta che ti prende per un tizio in tv, o per uno che nemmeno conosci. Quella roba lì dell’innamorarsi finisce, a un certo punto?
Oppure a sessantanni mi troverò a languire perché  lo sciuro tal dei tali mi ha sorriso?
O l aitante fruttarolo
O l ammaliante ortopedico che mi sistemerà la spalla sinistra.
Finirà mai quella cosa dell’innamorarsi? 
Mah.

un pezzo scritto che non userò

Volevo una storia da raccontare alle amiche
E poi un bacio, cosa vuoi che sia?
Un bacio è un bacio. Niente di più.
No
Un bacio è una promessa. Un bacio è l’inizio.
Una storia da raccontare alle amiche
La vuoi una storia vera? La vuoi? (cazzo)
Ecco la tua storia. I tuoi vasetti di vetro decorato.
Guarda che belli.
Vediamo quanto lontano arrivano
I tuoi vasetti.
E gli sgabelli che ho costruito, dio che idiota, per farti sedere comoda.
Racconta questa di storia. Racconta di come li ho lanciati contro le pareti
Di come si sono frantumati.
Che scemo che sono che scemo
Piove.
Non mi serve più il tetto, non voglio più un tetto
Smonto tutto, disfo ogni cosa
Che me ne faccio di una casa?
Me ne è già crollata una sulla testa.
Mi è crollato tutto.
Ho perso i miei amici e la mia guerra
E adesso tu.
Sono fidanzata, mi sposo.
Chi, con chi?
Lui non sa qual è il tuo profumo, lui non sa come volano i tuoi capelli sull altalena
Non ti ha mai vista mentre guardi il mondo dalla cima di un albero
Io e te
Io e te
Balle, balle.
Io e basta. qui a inzupparmi di pioggia
Mentre distruggo la nostra casa
Eccole le tue tendine.
Non le voglio piu
Non servono se non c è piu la finestra
La parete
Il vento sale e fa freddo, ma non lo sento.
Non c è niente
Non ho più niente.
Ho preso la mira e ho premuto il grilletto, ma ti ho mancata
Vorrei che la pioggia lavasse via tutto lo schifo che provo
Mi hai tradito
Mi hai mentito (stronza)
Io e te?
No
Io
Io io.
Io solo dopo che ho sepolto i miei amici
Io solo adesso con ls pioggia in questa notte
Io solo. Me ne andrò, basta.
Non posso sopportare di vivere qui.
Via il tavolo
Via le pareti
Mi sanguinano le mani, ma continuo
Non c’è più niente
La nostra casa, la mia casa
Ai miei piedi
È l alba
Della casa non rimane che l altalena, che penzola dal ramo.
Sembra morta.

Dolore rabbioso

devo scrivere di uno che soffre per un amore mancato.
ma soffre proprio di brutto e distrugge cose per il dolore e la rabbia.
mi son detta: pensaci, ti sarà capitato. ricordati com’era e ti verrà.
provo, provo, ma non riesco.
penso a Truciolo che si agguantava la ex lasciandomi cornuta e mazziata (quante lacrime, quante) e penso solo “babbè eravamo ragazzi, che sarà mai”.
penso a E. che mi propone un appartamento fuori città e penso solo “povero coglione”.
penso al Laureato e a mrs Robinson e provo solo compassione.
penso a me che smetto di mangiare e di vivere per mesi per colpa di M. e sospiro pensando al mondo bello che ho visto poi.
un po’ l’ottimismo, un po’ il tempo, un po’ la scarsa memoria, chi lo sa, ma proprio non ritrovo quel dolore.
eppure c’era. era lì.
e ho scritto quintali di parole e ho annegato chiunque nelle lacrime.
dov’è quella rabbia? dov’è quel dolore?
quella sensazione di oppressione alla bocca dello stomaco e i pianti ininterrotti.
non mi sto lamentando, sia chiaro, ma mi servirebbe.
qualcuno di voi mi aiuta?
fatemi incazzare, fatemi sentire tradita.

grazie

(poi quando ho scritto vi avviso e facciamo che mi consolate per bene)

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