Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Tema: Il mio primo concerto

da un’idea di disappunto e grazie all’intercessione di stazzitta

 

Svolgimento:

a 16 anni non avevo fatto molte cose. Ero una ragazzina spigliata, ma grassoccia, con un improbabile taglio a spazzola e la cronica incapacità di abbinare i colori dei vestiti.

non sapevo baciare (anche se Tammi mi aveva dato un bacio a stampo dopo il compito di fisica e Panz mi aveva baciata nelle vicinanze dell’angolo esterno della bocca sul sedile del bus che ci riportava a casa dalla gita. un giorno, poi, racconterò del due di picche del Panz in gita a Monaco. Ancora ci soffro.), non mi sapevo truccare, non sapevo andare in motorino e non ero mai stata a un concerto.

la mia migliore amica era una ricciola occhialuta e cantavamo le stesse canzoni, oltre che amare da lontano gli stessi ragazzi. nemmeno lei andava ai concerti. sua madre arrivò al punto di obbligarla ad andare a vedere in Take That. non so con chi andò. non con me, di certo.

perchè il mio primo concerto è stato di CLAUDIO BAGLIONI.

voi non potete capire. io lo AMAVO. avevo il suo poster in camera, altro che Robbie Williams. C’avevo Claudione, la foto di copertina di “Io sono qui”. Grande ritorno sulle scene ecc…

insomma, ero una sfigata. simpatica, ma sfigata.

sapevo tutte le canzoni a memoria. tutte quelle dell’album, e tre quattro grandi classici.

Troppo poco per un concerto, ma mica lo sapevo.
I miei non andavano a sentire i live e l’unico racconto di un concerto che mi avevano fatto era di quella volta che erano in Puglia e suonava Lucio Dalla e loro e gli zii avevano preso birra e panini e li avevano mangiati seduti sui gradini di non so che scala.
Ebbasta.

Passavo davanti al negozio di dischi quasi tutti i giorni. Aveva appesa fuori una lavagna con l’elenco degli spettacoli di cui vendeva i biglietti. Li leggevo tutti, sempre. Un bel giorno eccolo lì, il Claudione.

Non sto a fare lunga la storia dei biglietti. Me li comprarono, mia mamma e mia zia. Saremmo andate al concerto, noi tre.
Alla prima data del Forum di Assago subito sold out. Figata.
Lo dissi all’amica occhialuta.

Lei anziché dirmi ‘che figata’ mi disse: potevi dirmelo che venivo anche io.

Non so perché, forse per giustificarmi, le dissi che avevamo trovato di culo i biglietti io e mia zia, tramite u suo amico, non capisci che casino trovarli. E cose del genere.

Non le dissi mai che c’era anche mia madre, non le dissi mai che era un bel po’ che avevano i biglietti. Non penso che legga il blog.

Del giorno fatidico non ricordo molto, so che durante il concerto aspettavo che facesse Amore bello (ricordo di un fugace amore platonico per un animatore di Roma) e Acqua nell’acqua di cui, però, non ricordavo l’inizio – mi piaceva solo il pezzo

cielo e oceano acqua nell’acqua onda e nuvola acqua nell’acqua fiato dentro il fiato io a te cos’è che ho dato? corpo e anima acqua nell’acqua vene e lacrime acqua nell’acqua il mio grido nel tuo grido e ancora un brivido

E comunque non la fece.
Avevo una tipa di fianco che sapeva tutte tutte le canzoni, pure acqua dalla luna o signora delle ore scure. E ogni volta che sbagliavo le parole mi guardava malissimo.

L’ho odiata un sacco.

Anni dopo, con molte ore di concerti alle spalle e molti palcoscenici di fronte – e molti musicisti ovunque – avrei fatto la stessa cosa con le neo fan di un altro cantautore romano. Trattandole di merda perché non abbastanza preparate.

Grazie anonima tipa del mio primo concerto, grazie a te non vado più a un concerto impreparata.

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2 pensieri su “Tema: Il mio primo concerto

  1. Io invece ho visto soltanto 3 concerti in tutta la mia vita, tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’ avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’ apice.

  2. sara in ha detto:

    Eh Roxa….come ti capisco….io però prima del concerto di Claudione, ho studiato per notti intereeee!!!!!

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