Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Archivi per il mese di “luglio, 2013”

Gli errori si pagano

In questo caso 79 euro (120 senza sconto)
Ma andiamo con ordine.
Prossimamente dovrò andare a una festa di compleanno in un locale sul lago e ai primi di settembre a un matrimonio.
Cosi mi sono tuffata nei saldi per acquistare un vestitino utile per entrambe le occasioni.
Volevo una cosa della Desigual perché mi piacciono i colori e poi molti vestiti hanno uno scollo utile per allattare con discrezione.
Quindi arraffo due modelli e li provo.
Niente da fare.  I vestiti desigual non fann per me. Purtroppo.
Allora entro da Benetton con un’idea precisa in testa: calzoncini blu,  camicia/blusa/robachesimettesopra colorata e vistosa, cosi da poter abbinare i sandalazzi color ocra che languono nel mio armadio.
Solo che la vita è come un videogioco e piu sali di livello piu le difficoltà aumentano.

Quindi
Due feste con un solo vestito
Comodo per allattare
Che mi stia bene
Poco costoso

E già non è poco, ma aggiungiamoci

Atavico complesso che mi impedisce di indossare pantaloni attillati
Bambino piangente nel passeggino
E
Soprattutto
Madre e zia al seguito.

Voi non potete saperlo, ma loro sono le due persone al mondo che hanno il gusto nel vestire più opposto al mio.

quindi immaginate come mi sento ogni volta che loro esclamano “che bello! stai benissimo!”

con la commessa che annuisce.

ecco.

la commessa.

Se la mia vita è un videogioco lei ha tutta l’aria di essere il Mostro Finale.

(ecco, magari non il finale, quello alla fine del livello, vah)

minuta e bellina, con addosso vestitino carino e stivaletti leggeri.

una fatina con gli occhi castani e la bocca a cuore.

“cara, vieni ti faccio provare questo”

“ma tesoro stai beniiiisssiiimo!”

cara? tesoro? a me?!?

tipa, non ci siamo capite.

e mi entra nel camerino, e mi veste. intanto mi parla come se avessi 7 anni e il QI di un nano da giardino.

“ecco vedi? che questi pantaloni rosa ti entrano tesoro? guarda che bella che sei. cara, d’ora in poi ti vestirai sempre così”

pantaloni rosa attillati

sembro  Miss Piggy sadomaso.

blusa rosa a fiori blu. è troppo corta. la tipa mi mette (letteralmente) una canotta blu “così richiami i fiori, cara”.

io la odio.

madre e zia spupazzano polpetta.

io guardo il cartellino del prezzo.

99+120+45

sei scema?

dico

sei scema?

riesco a liberarmi da quelle cose, ma la tipa non molla.

estrae un vestito.

me lo infila.

io sono troppo stanca e la lascio fare.

lei mi dice perfino che orecchini mettere.

mi guardo. il vestito è bello, io non sto male, ma.

cazzo, non mi piace. dico no a lei.

dico no alle donne.

dico no pure a polpetta che vuole di sicuro assaggiare la bontà della stoffa.
Poi, stremata, lo compro.

79 euro

Quando sono tornata a casa l’ ho riprovato, con tanto di sandalazzi.
Una pornomamma di quelle che devono far vedere a tutti quanto sono ancora fighe dopo il parto.
Ma non ci riescono.
La disperazione mi ha presa, il fastidio per i soldi spesi mi ha fatto montare una carogna che, vabbe cge che ve lo dico affare.

Alla fine ho fatto l’unica cosa sensata.
Sono tornata al negozio e ho cambiato il vestito con una maglietta e una sciarpona.
Ciao tipa cerbiattosa, ciao soldi, ciao tutti.
La prossima volta vado al mercato.
Da sola.

Baciare tizi famosi

Stanotte ho sognato che baciavo Neil Patrick Harris.
Non sapete chi è?
È un attore americano, bravo, bello come il sole, capace di fare cose come questa.
Roba che Fiorello ne ha di Valtour davanti, ancora.
Comunque NPH oltre che essere tutto ciò è anche sposato a un uomo bellissimo e hanno due bimbi meravigliosi.
Insomma…mi sarà impossibile,  anche se mai lo dovessi incontrare, riuscire a baciarlo.
Già.
Che poi.  Ecco.
Cosa succede quando baci un tizio famoso?
A parte una comprensibilissima emozione adolescenziale,  a parte lo stupore, che fai?
Io mi imbranerei e farei fare tutto a lui. Non nel senso che me ne starei li immobile, ma tipo:lui fa la lingua a mulinello? Mulinello pure io senza cambiare finché non lo fa lui.  Anche se dovessi scocciarmi di tutto quel mulinare.
Il tizio famoso mi sa che non mi ribacerebbe più.
Se però fossi famosa pure io…eh beh.
Che poi è da quando ho cominciato il post che la domanda è un’altra.
Nei film come fanno?
I baci è chiaro che se li danno per davvero, tranne in Beautiful perché l’ultima volta Ridge aveva la mononucleosi e in due settimane ce l’aveva tutto il cast.
(Sig avvocato americano,  è uno scherzo.  Una battuta. Io l’avviso, prima che mi faccia causa tutta la famiglia Forrester)
Il vero problema è un altro. Io voglio sapere come si fanno le scene di sesso.
Penso che non si faccia sesso per davvero,però,  ecco. Sono curiosa.
C’è molta omertà nel mondo.
Io voglio saperlo. Come si fanno le cose nei film?
Basta falsi pudori, raccontatemelo.
L’unica cosa che so è una frase detta da un attore inglese alla sua partner sul set:
“Le chiedo scusa se dovessi eccitarmi, e anche se non dovessi”.

Non bacerò mai un tizio famoso, tanto meno farò sesso in un film.
Dovrò farmene una ragione.

I vestiti delle vecchie

Dove si nascondono i vestiti delle vecchie?
Quelle camice fiorate, quei gonelloni, i completi color pastello,  gli abiti con stampe assurde.
Nei negozi, sulle bancarelle del mercato essi non esistono.
Appaiono come di incanto dopo la prima tinta “rosso menopausa”, al primo vezzoso ricciolo fatto con i bigodini stretti.
Esci dal salone della parrucchiera e nella prima vetrina dove ti specchi eccolo lì.
Il vestito da vecchia.
Una camiciona dritta con una stampa a fiori grandi.
Oppure una maglietta di maglina,  con le paillettes, , per la sera.
E calze color carne.
E gonne. Tante gonne.  Tutte troppo lunghe, o meglio,  di una lunghezza sbagliata.
Metà polpaccio.
Da portare fon lo stivaletto corto, alla caviglia.
E le borse diventano nere e marroni, sformate.
Le vendono già cosi.
Sì,  le vendono, ma dove?
Forse ovunque,  ma noi non le vediamo.
Come non vediamo gli abiti e le scarpe.
E quel rosso.  Omioddio, quel rosso.
Forse è positivo, forse vuol dire che siamo giovani,  ancora.
Finché i nostri occhi non vedranno, sarà così.
Finché sapremo riconoscere l’orrore.
Forse i vestiti delle vecchie sono ovunque.
Forse un giorno vinceranno loro e anche noi ex giovani donne cederemo.
E ci troveremo in balera a ballare tra noi. Ci siederemo a gambe larghe e avremo sempre caldo.
Splendide, indossando un abito folor salmone con su banane e ombrelli* stampati piccoli.

*non me lo sono inventato.  Magari le banane erano ombrelli chiusi, ma ho visto una vecchia che lo indossava.

Io ricordo cose inutili

Io ricordo cose inutili
Ricordo che Jenny Garth, quella che interpretava Kelly in Beverly Hills, al suo primo provino era con la madre che le lisciava i capelli inumidendo le dita con la saliva,  per tenerli a posto.
Ricordo quasi tutti i nomi dei conduttori di Unomania, trasmissione degli anni 90, in onda su Italia1, ed erano: Raffaella, Andrea Gallina, Piero Pisano, Stefano Gallarini, Federica Panicucci e una che forse si chiamava Vicky o Veronica. Non si può avere tutto dalla vita.
Ricordo la trama di centinaia di film e riconosco gli attori secondari in tutti i telefilm che vedo.
Tipo. L’attore che fa Bakunin in Lost l’ho appena visto in Jag nel ruolo di un militare dell’est europa.
Ricordo che in quel ristorante in molise si mangia un’ottima zuppa di pesce, ma non ricordo il nome del posto. Ma vi ci saprei portare.
A Orvieto e ad Assisi conosco due posti dove lavorano fantastici artigiani del legno, ma non mi occorre nulla.
Ricordo i cognomi di un tot di ragazze di Non è la Rai e so che Alessia detta Terminator era uscita con Gianluca Grignani.
So un sacco di canzoni di Sanremo, ma sono la migliore valletta che abbiano mai avuto.
Ricordo blogger spariti e ricordo le loro storie. Chissà dove sono reo-confesso, allafinestra, infinitevarieta…state bene?
La mia mente è un enorme database di inutilità.
Ricordo tutto, ricordo troppo.
Ecco.
Ma mi sono dimenticata di comprare il latte.

Vivo in un campeggio

La zona dove abito sembra un campeggio.
Molti si parlano da balcone a balcone, quasi tutti mangiano sul terrazzo o, comunque,  stanno fuori volentieri.
Ovviamente non puoi scorreggiare troppo forte se no ti sentono tutti e, magari,  ti applaudono pure.
Stamattina ho colto questo dialogo tra la mia vicina e la signora del palazzo di fronte

– Mariaa !
– ue Pina!
– in cò ghè mia il zul*
– eh no. El pioeuf.
– l’era mej se ghera el sul
– davera
– la saluto
– di nuovo!

Fine

*la trascrizione del dialetto è del tutto arbitraria. Ma dovrebb essere comprensibile a tutti.

Io lo chiamo il mar rosso! (Ovvero: ti sgancio l’endometrio)

Ho appena appreso dell’esistenza del movimento SangueMestruale un gruppo nato in Spagna per eliminare i tabù sulle mestruazioni.

Vorrei cominciare il post dicendo alle attiviste che è tipo 15 mesi che non ho il ciclo e che inizio a pensare di non averlo mai avuto.  Tutto ciò è per dire, anche, che non ne posso piu e voglio che mi ritorni. Il che farebbe di me un’attivista ideale, o un’ottima infiltrata. INVECE NO.
care amiche mestruoselle ora vi faccio vedere io chi avete incontrato sul vostro cammino.
NON AVETE SCAMPO
Ora andiamo a leggere il vostro manifesto. Ho roba da dire su ogni punto:

MANIFESTO PER LA VISIBILITÀ DELLE MESTRUAZIONI:
Per quelli che ci hanno addottrinato al usa e getta.

Cominciamo bene. Ti assicuro che non è il massimo lavare a mano gli assorbenti. Certo gli usa e getta inquinano, ma chiedi a qualunque donna che ha passato l’adolescenza a lavare pannolini.


Per tutti quelli che speravano che rifiutassimo indefinitivamente il nostro proprio corpo.Questo è il succo delle nostre viscere dal quale non scappo, una macchia senza limiti, un rispremere che non potete fermare.

Ma chi?! Esiste una Ka$ta di quelli che fanno rifiutare corpi mestruati?! Evito di commentare il verbo RISPREMERE.


Il mio corpo si disperde, il mio pensiero anche.

Che il tuo pensiero si sia disperso è evidente (questa frase pero mi puzza di segnale che la notizia sia una bufala. Un modo per mettere in evidenza che questa è una stronzata colossale

Con queste mutande macchiate di sangue come bandiera contro la dottrina del Potere, contro le strutture stabilite, vi faccio sapere che:-Nel mio corpo decido io e così, ogni mese, mi libero dell’endometrio riaffermandomi nella mia decisione di controllare la capacità di riproduzione del mio corpo. Nella mia carne comando io.

Cioè dopo piu di vent’anni scopro che si può decidere quando avere il ciclo? A comando? Tipo che quella volta che mi sono arrivate a casa di J. Potevo decidere che no?
E in viaggio di nozze?
E in montagna con l’oratorio?
E tutte le altre volte?
C’è una Kasta dei direttori di espulsione mestruale. È ovvio.

– Ci riusciste a suo tempo però ormai non mi vergogno più di macchiarmi e incluso decido volontariamente farlo esibendolo pubblicamente.- Mi macchio e non mi fa schifo. Mi macchio e non mi faccio schifo. Non rifiuto il mio corpo, questa è la mia natura.-

Anche mio zio decide volontariamente di cagarsi addosso e non si vergogna. Si macchia e non si fa schifo. Si chiama demenza senile.

E neanche sono malata quando ho le mestruazione, non stò male. Esattamente al contrario, mi riciclo in ogni periodo.- Non è una maledizione nè un castigo divino. È una attività ormonale.-

L’unico punto su cui sono d’accordo, anche se mi chiedo ancora come facciamo a sanguinare per 5 giorni e non morire. È un maleficio. Ovvio.

Siamo stufe dei pregiudizi mestruali, della invisibilità.- Visibilizzare le mestruazioni per visibilizzare il corpo come spazio politico.

Ma dio mio che schifo.
Ciccine. Ascoltatemi. Capisco la vostra battaglia, va bene, ma fa schifo. Puzzano le mestruazioni. Sporchereste ovunque. Che fate? Salite in metro, vi sedete e poi lasciate un’orrida chiazza?
Ciò mi fa sperare che sia una bufala per davver. Vi arresterei solo per il rischio che creereste alla salute pubblica.

Il corpo come spazio politico mi fa pensare solo al bunga bunga.

Ci siamo stufate di chiedere assorbenti tra sussurri e sguardi complici.

Cioè, ma dove vivete? Nel paese di Footlose? Sono assorbenti non armi nucleari


Con questo manifesto metto un punto finale alla tirannia in cui mi avete educato. Non ci sarà più permissività da parte mia, le mestruazioni sono mie.

E allora tienitele e non rompere le scatole a noi.

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