Passata di Moda

non mi rassegno alla fine dei blog

Archivi per il mese di “giugno, 2013”

faccio io

Il giovane polpetta ha “cominciato le pappe” -come si dice in gergo mammico- da tre giorni. Mescoliamo brodo di verdura e farina di riso, sorridiamo mentre gli porgiamo cucchiai di quella roba dal dubbio gusto -e ancheDI dubbio gusto- e lui un po’ mangia e un po’sputa, come ci si aspetta da un giovane sdentato. Va tutto bene. Va tutto benissimo.

Ma è successa una cosa pazzesca.  Oggi, dopo due cucchiaiate, polpetta mi ha guardata, mi ha rubato il cucchiaio, l’ha pucciato nella pappa e l’ha infilato in bocca. E poi l’ha fatto ancora.

Secondo i miei calcoli entro un mese sarà in grado di prepararsi da solo il prnzo e autocambiarsi il patello.

Fuck yeah.

una cosa da ricordare

oggi ho visto mio figlio accarezzare il viso di mia nonna.
(ha anche cercato di rubarle il naso)
novantun’anni di differenza e si sorridono, e si toccano.
ci sono cose davvero meravigliose nella vita.
sono felice di averlo visto.

Da grande voglio fare la scrittrice

come ben sapete, o come non sapete (come faccio io a sapere cosa sapete e che cosa no? non sono mica un mago!!!) l’anno scorso, anzi, no, due anni fa ho scritto un romanzo.
una roba piccina. cominciata d’improvviso un pomeriggio d’ottobre del 2010 e terminata a luglio 2011. Nove mesi. Come per il bambino, uguale uguale, solo che una volta fatto il libro mi ha lasciato un sacco di libertà.
Ho partecipato a un concorso e sono arrivata in semifinale, beh, niente male, no?
poi l’ho spedito a un po’ di case editrici. ovvio che non mi ha filata nessuno.
il mio sogno più grande sarebbe quello di vederlo pubblicato, o di scriverne un altro che venga pubblicato, ma non solo.
il mio sogno un po’ meno grande è quello di trovare qualcuno che lo legga e mi dia un’analisi critica di ciò che ho scritto, che mi dica “non è il tuo mestiere” o che mi dica “se sistemi ste cose ce la puoi fare” oppure “è una figata! ti compro i diritti e ci faccio un film con Santamaria e Argentero e tu fai la protagonista femminile che si butta nel mezzo!”.
Si, perchè, comunque, la storia è quella di una che se la gode, ha due ragazzi molto carini e non si fa mancare nulla.
ma è anche la storia di un reality show.
e di un nonno e una nonna.
e c’è pure un gatto grasso, perchè fa più tenerezza.
a volte fa ridere e mi hanno detto che qualcuno si è commosso a un certo punto.
ora lo so che non state più nella pelle e volete leggerlo, vi dico io come fare:

 

avete kindle?
se la risposta è si andate qua

lo comprate e poi continuate a leggere sto post perchè vi devo dire un paio di cose.

 

se non avete kindle e non avete intenzione di comprarlo andate pure su Amazon c’è un bel link che vi permette di avere le applicazioni di lettura gratuite

 

è facilissimo!

insomma mi sono autopubblicata il romanzo su amazon, in e-book per kindle. so che l’impaginazione si è fottuta in più punti e che alcune frasi si sono incasinate. purtroppo è un sistema del tutto casuale e io non so come fare a sistemarlo.

però al prezzo di 1,54 euri si può fare. ripeto UN EURO E CINQUANTAQUATTRO!!! due caffè.

quindi amici cari:

NON CHIUDO MAI LA PORTA A CHIAVE

aspetto i vostri pareri.

 

Post Pubblico per fatti Privati

1. ieri Polpetta ha fatto la vaccinazione, quindi ho portato a mia madre – che lo tiene quando lavoro – termometro e tachipirina per controllare nel caso gli venisse la febbre. Non gli è venuta e mia mamma ha rimesso nella borsa termometro e tachipirina. Poi è venuta – con Polpetta – a prendermi al lavoro. Sulla via del ritorno abbiamo incontrato Laura con la sua bimba che forse aveva la febbre. Io ho detto “se vuoi ho il termometro!” e lei “io non vado in giro con il termometro”. Le ho spiegato quanto sopra ma sono certa che non mi abbia sentita. Questo post è quindi per avvisare quelli del Viale: non sono una pazza che gira con il termometro per controllare la temperatura del pupo ogni venti secondi. il termometro l’avevo  per caso e sto facendo del mio meglio per non andare in ansia a ogni scorreggia di Polpetta. Quindi: ritirate subito il pettegolezzo.

 

2. Questo è ancora più personale, ma visto che il protagonista l’ha raccontato a tutti lo racconto pure io.

Il mio adorato fratellino trentenne è tornato single.

Le motivazioni se le smazzano lui e la sua ex tipa. Torti e ragioni sono faccenda loro. Io ho un messaggio per lei:

Cara C. scusa se mi intrometto, ma non è che te lo vuoi riprendere? no, perchè io sono contenta che mio fratello adesso si confidi e mi parli, e sono contenta stia recuperando un rapporto più sincero anche con tutta la famiglia, ma HA ROTTO IL CAZZO.

Parla di te, solo di te di continuo, di come riconquistarti e di quanto ti ama. Io lo so che hai scelto, lo so che vuoi farti la tua vita, lo so che probabimente ha rotto il cazzo pure a te, ma davvero…io quasi ho nostalgia del fratello che non diceva nulla.

(Anche solo un mesetto, il tempo di capire se fa sul serio o no, anche solo per permettermi di abituare Polpetta a dormire nella sua stanza e non dovermi svegliare settecento volte a notte e al mattino dover affrontare pure lomu.  Lo so che ci penserai, grazie sei un tesoro :*)

 

Grazie, lo so che ci penserai ^_^

PS: Lo so, caro Lomu, che dovrei essere più morbida con te, ma non ce la faccio. Quindi beccati pure il cazziatone via web.

è quell’ora della notte

in cui dovrei spegnere la luce

mettermi sotto le coperte e dormire finchè il nano dorme.

sognare nel silenzio speciale che c’è in una casa quando i bambini sono in silenzio.

(una roba che è molto vicina all’idea della pace cosmica)

invece sono sveglia a rubare attimi di libertà

a riconquistare la mia vita da adulta

due messaggini, un giro sul web, magari aprire un libro…

passeggiare tra pagine virtuali e non.

è l’ora in cui dovrei scrivere e proseguire il racconto che è lì, fermo, sul desktop già da un po’.

è quell’ora della notte che una volta sarebbe stata ancora sera

è quell’ora della notte in cui mi perdo via, a guardarlo dormire

a studiare i prodigi della genetica nei suoi tratti, nella sua posizione nel sonno.

è quell’ora della notte (sera) in cui nel silenzio sono felice.

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